Portierato di Quartiere, un nuovo servizio di prossimità da programmare insieme agli Enti del Terzo Settore
Il Comune di Brindisi ha aperto il percorso di coprogettazione del nuovo Portierato di Quartiere agli Enti del Terzo settore. L’obiettivo è costruire un presidio stabile di prossimità, collegato alle Case di Quartiere, capace di orientare le persone tra servizi e risorse del territorio. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 12 del 24 agosto 2026.

Un servizio di prossimità non nasce a tavolino, soprattutto quando deve tenere insieme le esigenze di migliaia di persone, uffici pubblici, organizzazioni sociali e bisogni molto diversi. Per costruire il nuovo Portierato di Quartiere, il Comune di Brindisi ha aperto il confronto con chi opera quotidianamente sui territori, a stretto contatto con i bisogni di cittadine e cittadini, invitando gli Enti del Terzo settore a partecipare alla sua coprogettazione.
L’Avviso pubblico è rivolto agli ETS iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore, chiamati a manifestare il proprio interesse entro le ore 12 del 24 agosto 2026. Le domande dovranno essere trasmesse tramite PEC all’indirizzo ufficioprotocollo@pec.comune.brindisi.it. La partecipazione al percorso è gratuita e non prevede compensi o rimborsi.
Al centro della procedura non c’è l’affidamento di un servizio già definito in ogni dettaglio, ma la costruzione condivisa del suo impianto. Amministrazione ed enti partecipanti saranno chiamati a confrontarsi sul modello organizzativo del Portierato, sulle funzioni da assegnargli, sulle modalità di coordinamento con i servizi comunali e territoriali, sul coinvolgimento delle comunità e sugli strumenti con cui valutarne l’efficacia.
L’obiettivo è dare forma a un presidio stabile di prossimità, connesso alla rete delle Case di Quartiere, capace di ascoltare le domande delle persone, fornire informazioni affidabili e orientarle verso i servizi sociali, sanitari, educativi, culturali, amministrativi e per il lavoro. Il Portierato non dovrà sovrapporsi alle competenze già esistenti, ma rendere più semplice il rapporto tra cittadini, istituzioni e risorse del territorio, intervenendo in quel passaggio spesso decisivo che separa l’esistenza di un servizio dalla concreta possibilità di raggiungerlo.
Dalla manifestazione di interesse alla coprogettazione
Gli ETS che risponderanno all’Avviso porteranno nel percorso esperienze, competenze e conoscenze maturate nei quartieri. La co programmazione servirà a definire un modello comune, pur nel rispetto delle specificità dei diversi territori e dei soggetti che animano le dieci Case di Quartiere.
La sfida consiste proprio nel costruire un servizio riconoscibile e unitario, capace di garantire funzioni e standard condivisi, senza cancellare le differenze tra i quartieri né trasformarsi in un ulteriore livello burocratico. Il Terzo settore viene così coinvolto come parte attiva della costruzione delle politiche pubbliche, sulla base del principio secondo cui chi conosce da vicino bisogni, fragilità e risorse delle comunità può contribuire a definire risposte più accessibili e aderenti alla realtà.
Il contributo di “Brindisi Città Aperta”
Il percorso di co programmazione dialogherà con “Brindisi Città Aperta”, la Summer School in programma dall’11 al 19 settembre negli spazi di Santa Spazio Culturale e curata da La Scuola Open Source. Il laboratorio riunirà fino a 45 partecipanti con competenze nel design, nella tecnologia, nell’innovazione sociale, nella ricerca e nei servizi pubblici.
Durante i nove giorni di lavoro saranno sviluppati alcuni degli strumenti necessari alla sperimentazione del Portierato: il modello di governance e la definizione delle funzioni, l’identità e la strategia di comunicazione, il prototipo navigabile della piattaforma digitale condivisa, un toolkit operativo e il piano di sperimentazione per il periodo 2026-2028.
La Summer School lavorerà quindi sull’architettura del servizio, mentre il confronto con gli ETS consentirà di verificarne la sostenibilità e l’aderenza ai contesti territoriali. Le due dimensioni — progettazione tecnica e conoscenza sociale dei quartieri — concorreranno alla costruzione di un servizio pubblico fisico e digitale, pensato per operare all’interno di una rete e non come sportello isolato.
Un tassello della programmazione “Brindisi per”
Il Portierato di Quartiere si inserisce nella cornice più ampia di “Brindisi per”, attraverso cui il Comune mette a sistema gli interventi di rigenerazione urbana, innovazione sociale e attivazione delle comunità sostenuti dal Programma Nazionale METRO Plus e Città Medie Sud 2021-2027.
In questa programmazione convergono il consolidamento delle Case di Quartiere, la coprogettazione di servizi sociali, educativi e culturali avviata con “Abitare Brindisi”, le residenze creative e le pratiche di placemaking di “Play Brindisi”, insieme ai percorsi di formazione e rafforzamento delle competenze rivolti a cittadini/e, giovani e organizzazioni.
Il Portierato assume una funzione di raccordo tra questi interventi: dovrà rendere più leggibile l’infrastruttura civica, sociale e culturale che si sta formando e collegare luoghi, servizi e opportunità. La prossimità, in questa prospettiva, non coincide semplicemente con l’apertura di uno sportello vicino casa, ma con la capacità di costruire relazioni stabili tra amministrazione, Terzo settore e comunità.

